Non si deve vedere tuttavia in questa poesia...
Non si deve vedere tuttavia in questa poesia soltanto l’impegno etico di chi si oppone a una delle più barbare e violente depredazioni della nostra epoca; la foresta, per Marcia Theophilo, è prima di tutto incanto, è il mondo dei miti, è il ‘dizionario’ immenso a cui attingere per cantare i propri versi, voce tra le voci, di piante, animali, uomini, dèi che animano questa terra meravigliosa e oppressa. La poesia di Marcia Theophilo sembra nascere dalle cose per rincorrerne il suono, così che il testo italiano, che si affianca nel volume a quello portoghese – e che si deve alla stessa autrice – non si accontenta di offrirne semplicemente la versione, ma, come scrive Mario Luzi nella prefazione, «fa pensare piuttosto a un testo dal doppio versante», che sappia a sua volta rendere la «vasta polifonia di questo nuovo poema della foresta».
/http%3A%2F%2F2.bp.blogspot.com%2F-fc7SKx-yRFM%2FUEU97wsdeyI%2FAAAAAAAAAMo%2FUkVADlS_oec%2Fs1600%2F15167_1285700668939_1422813858_808203_7642152_s.jpg)